Dal 26 luglio è in Gazzetta Ufficiale il decreto che ne stabilisce l'utilizzo; funzionerà?
Il 2 luglio 2025 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha firmato il decreto attuativo previsto dal nuovo Codice della Strada (entrato in vigore il 14 dicembre 2024).
Il decreto definisce:
Caratteristiche tecniche del dispositivo Alcolock che deve rispettare la norma EN 50436-1, essere installabile su varie categorie di veicoli (per trasporto persone e merci), e fornire tracciabilità completa delle misurazioni.
Modalità di installazione: solo officine autorizzate possono montare o smontare i dispositivi, applicando un sigillo autodistruttivo contro manomissioni.
L’installatore consegnerà al proprietario la dichiarazione di installazione e il certificato di taratura valido.
Obblighi documentali: il certificato di taratura e la dichiarazione di installazione devono essere custoditi a bordo del veicolo e mostrati su richiesta delle forze dell’ordine. Non è richiesto alcun aggiornamento del documento unico di circolazione.
Elenco ufficiale: il Ministero pubblicherà sul Portale dell’Automobilista sia l’elenco delle officine autorizzate sia i modelli di veicoli compatibili con ogni tipo di alcolock.
L’ Alcolock, conosciuto anche come Ignition Interlock Device o Breath Alcohol Interlock Device, impedisce l’avvio del motore se il conducente non supera un test con esito zero sull’alito: solo in assenza di alcol il veicolo si accende.
Quando è obbligatorio e per quanto tempo?
L'obbligo è previsto solo per conducenti condannati **in via definitiva** per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l.
Durata:
2 anni per infrazioni tra 0,8 e 1,5 g/l;
3 anni per superamenti oltre 1,5 g/l (o più, se deciso dalla commissione medica).
Durante il periodo di obbligo, il conducente è soggetto anche al divieto assoluto di bere alcol e al obbligo di guidare solo veicoli dotati di Alcolock.
Sanzioni per violazioni.
Chi guida senza Alcolock rischia una multa da 158 a 638 € e la sospensione della patente da 1 a 6 mesi.
Le sanzioni raddoppiano in caso di manomissione del dispositivo; aumentano di un terzo se si guida in ebbrezza pur avendo l’obbligo attivo.
Costi stimati
Spese a carico del conducente: tra 1.500 e 2.000 € per dispositivo e installazione.
Oltre ai costi dei boccagli monouso e delle tarature/controlli periodici.
Criticità e ostacoli all’applicazione futura.
1. Lentezza procedurale e ritardi nell’attuazione
L’obbligo scatta solo dopo sentenza definitiva, il cui iter può durare anni.
Ciò significa che molti recidivi potrebbero evitare il dispositivo o cambi comportamento nel frattempo, riducendo l’efficacia della misura.
2. Compatibilità tecnica insufficiente
Un forte limite riguarda il parco auto italiano, con età media di circa 13 anni; il 22 % delle vetture supera i 19 anni.
Molte auto più datate non dispongono delle centraline necessarie per installare l’Alcolock, rendendo impossibile l’intervento su larga scala.
3. Accesso limitato alle officine abilitate
L’installazione è possibile solo presso officine autorizzate, il cui elenco è ancora in via di pubblicazione.
A regime, una copertura geografica insufficiente o concentrazione in poche aree potrebbe complicare l’accesso al dispositivo, specialmente per chi abita in zone rurali.
4. Onere economico elevato
I costi elevati, totalmente a carico del conducente, potrebbero scoraggiare la tempestiva applicazione da parte di utenti con risorse limitate, portando a contenziosi legali o ritardi nell’installazione.
5. Possibili contenziosi interpretativi
Organizzazioni di settore già segnalano criticità potenziali legate alla normativa, sia per problemi di interpretazione (es. veicoli leasing o aziendali) sia per questioni amministrative legate al controllo, alla taratura e alla compatibilità tecnica.
In conclusione...
Il decreto del 2 luglio 2025 fornisce una cornice normativa completa per l’installazione e l’utilizzo dell’Alcolock in Italia, rendendo operativa una misura volta a contrastare la guida in stato di ebbrezza tra i recidivi.
Serve però uno sforzo coordinato per superare le criticità operative: tempi giudiziari lunghi, complessità tecniche per auto datate, limitazioni logistiche, e costi elevati.
Affinché l’Alcolock sia non solo un obbligo formale ma anche uno strumento efficace di sicurezza stradale, sarà cruciale un monitoraggio attivo dell’implementazione, un ampliamento delle officine abilitate e un’eventuale modulazione dei costi o forme di supporto per i soggetti obbligati.
Solo così si potrà garantire che lo strumento sia realmente applicabile su scala nazionale nei prossimi anni.
