Come funziona e cosa copre la tessera sanitaria all'estero

02.08.25 11:30 - Comment(s) - By Massimo Ciprandi

Vado all'estero mi servirà un'assicurazione sanitaria?

Una delle preoccupazioni principali di chi viaggia all’estero è sempre la stessa: e se mi succede qualcosa?

La soluzione classica è una polizza viaggi o una classica assistenza come quelle che spesso abbiamo seppellite nelle carte di credito o in qualche altro servizio ma una buona copertura la offre anche la cosiddetta TEAM, la tessera europea di assicurazione malattia che ha sostituito le vecchie tessere sanitarie.
Vediamo come funzioni.

1. Assistenza sanitaria in Europa: la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM)
La Tessera Sanitaria italiana (TS) svolge anche la funzione di Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM). Questa tessera consente di ricevere cure mediche necessarie durante un soggiorno temporaneo (viaggio, studio o lavoro) in uno dei Paesi dell’Unione Europea, oltre che in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.
Come funziona:
Si ha diritto alle cure mediche necessarie nelle stesse condizioni dei cittadini locali, presso le strutture pubbliche o convenzionate.
Le spese sanitarie sono coperte direttamente dal sistema sanitario locale o, se previsto un ticket, pagherai la stessa quota che pagherebbe un residente.
Non copre cure private, rimpatrio sanitario o trattamenti programmati (a meno di autorizzazione specifica).
Come utilizzarla:
Al momento della richiesta di cure, mostrare la Tessera Sanitaria (TEAM) al pronto soccorso, ospedale o medico convenzionato.
Verificare che la struttura sia parte del sistema sanitario pubblico o convenzionata.
Se anticipi delle spese, conserva le ricevute: potrai chiedere il rimborso all’ASL italiana al rientro (nei limiti previsti).

2. Assistenza sanitaria fuori dall’Europa
Fuori dall’UE, la Tessera Sanitaria non è valida. Tuttavia, in alcuni Paesi esistono accordi bilaterali tra l’Italia e lo Stato ospitante che consentono di ricevere cure urgenti a condizioni agevolate o gratuite.
Paesi con accordi bilaterali:
Argentina, Australia, Brasile, Capo Verde, Città del Vaticano, Macedonia del Nord, Principato di Monaco, San Marino, Serbia, Tunisia.
In questi Paesi, presentando un documento d’identità e spesso un modulo specifico rilasciato dalla ASL (ad es. modello I/BIS o SS), si può accedere alle cure urgenti presso le strutture pubbliche.
Se non esistono accordi (es. USA, Canada, Giappone), il cittadino italiano deve pagare per intero le spese mediche, che possono essere molto elevate.

3. Quando serve una polizza assicurativa sanitaria
Anche se la Tessera Sanitaria copre molti casi in Europa, non sostituisce una polizza di viaggio. Una polizza sanitaria è utile perché:
Copre le cure private e il rimpatrio sanitario (spesso costosissimi).
Vale nei Paesi extra-UE dove non ci sono accordi bilaterali.
Può rimborsare anche i ticket o le spese non coperte dal sistema locale.

4. Cosa fare in pratica se ci si ammala o si ha un incidente all’estero
In Europa: recarsi presso strutture pubbliche o convenzionate e mostrare la Tessera Sanitaria TEAM.
Nei Paesi con accordo bilaterale: rivolgersi a un ospedale pubblico e presentare i documenti previsti (informarsi prima di partire presso la propria ASL).
Nei Paesi senza copertura: pagare di tasca propria e, al rientro, chiedere un rimborso all’ASL solo se il caso rientra tra le urgenze e se previsto dalla legge (i rimborsi spesso sono parziali).

5. Consigli pratici
Portare sempre con sé la Tessera Sanitaria in corso di validità.
Informarsi prima di partire sulle regole sanitarie del Paese di destinazione.
Annotare i numeri di emergenza locali e le strutture ospedaliere pubbliche.
Valutare sempre una polizza sanitaria di viaggio per evitare costi imprevisti.

Come chiedere il rimborso delle spese mediche sostenute all’estero
Se hai dovuto anticipare spese sanitarie all’estero, puoi presentare domanda di rimborso alla tua ASL di residenza. Le regole variano in base al Paese in cui ti trovavi (UE, con accordo bilaterale o senza copertura).

1. In Europa (Paesi UE/SEE/Svizzera)
Se non hai potuto utilizzare la Tessera Sanitaria TEAM (ad esempio per indisponibilità o emergenza), puoi chiedere il rimborso delle spese sostenute:
Documenti da presentare:
Modulo di richiesta di rimborso spese sanitarie UE (scaricabile dal sito della tua ASL).
Originali di fatture, ricevute e scontrini con l’indicazione del tipo di prestazione ricevuta.
Documentazione clinica (referti medici, cartelle cliniche, prescrizioni).
Copia della Tessera Sanitaria e del documento di identità.
Dichiarazione che attesti la motività del soggiorno (turismo, studio, lavoro temporaneo).
Come funziona il rimborso:
L’ASL rimborsa le spese nella misura in cui sarebbero state coperte dallo Stato estero, cioè come se tu fossi un cittadino di quel Paese.
Eventuali ticket o spese per prestazioni private non sono rimborsabili.

2. Paesi con accordi bilaterali
Prima di partire, è consigliabile recarsi alla propria ASL per ottenere i moduli necessari che garantiscono l’assistenza gratuita o agevolata negli ospedali pubblici del Paese di destinazione.
Principali moduli:
Modello I/BIS: per Argentina, Brasile, Capo Verde, Macedonia del Nord, Serbia, Tunisia.
Modello SS: per Principato di Monaco e San Marino.
Modello AUS/IT 1: per Australia (valido solo per cure urgenti nei primi 6 mesi di soggiorno).
Se non hai richiesto preventivamente il modulo e hai pagato di tasca tua, puoi comunque chiedere il rimborso all’ASL presentando:
Modulo di richiesta di rimborso spese sanitarie per Paesi con convenzione.
Ricevute e documentazione clinica.

3. Paesi senza copertura (né UE né accordi bilaterali)
In Paesi come USA, Canada, Giappone, Cina, ecc., il rimborso non è automatico. Puoi chiedere alla tua ASL un rimborso solo per:
cure urgenti e non differibili, documentate da certificazione medica.
Documenti richiesti:
Modulo di richiesta di rimborso spese sanitarie extra-UE.
Fatture originali e documentazione clinica dettagliata.
Relazione medica che attesti l’urgenza e la necessità del trattamento.
L’ASL, tramite il Ministero della Salute, può autorizzare un rimborso parziale, calcolato sulle tariffe del Servizio Sanitario Nazionale italiano.

4. Cure programmate all’estero (autorizzazione preventiva)
Per cure non urgenti ma programmate all’estero (ad esempio interventi specialistici):
Devi richiedere l’autorizzazione preventiva tramite il modulo S2 (ex E112).
L’ASL valuterà la richiesta solo se la prestazione non è disponibile tempestivamente in Italia.

5. Tempistiche e modalità di rimborso
La domanda va presentata entro 3 mesi dal rientro in Italia (alcune ASL possono prevedere tempi più brevi).
L’ASL effettua la verifica e comunica l’esito entro 90 giorni.
Il rimborso, se riconosciuto, viene accreditato direttamente su conto corrente.

6. Dove trovare i moduli
I moduli possono essere scaricati:
Dai siti delle ASL regionali (variano da regione a regione).
Dal portale del Ministero della Salute: www.salute.gov.it (sezione “Assistenza sanitaria all’estero”).

In buona sostanza è sempre consigliabile una chiacchierata con il proprio Broker che può consigliare la soluzione più adatta per lo specifico paese in cui andremo a villeggiare ma è anche utile sapere che abbiamo con noi un valido e gratuito strumento che può aiutarci in tante situazioni.

Massimo Ciprandi

Massimo Ciprandi

CEO Aegis Intermedia
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