Condizioni di polizza: oltre prezzo, franchigia e scoperto

19.12.25 13:47 - Comment(s) - By Massimo Ciprandi

Il vero risparmio si vede al sinistro ovvero quando qualcuno sa leggere le clausole e capire quali rischi capitino davvero

Capita in ogni azienda quando arriva una proposta assicurativa, viene analizzata, valutata e la conversazione si appiattisce subito su tre numeri: premio, franchigia e scoperto.
Sono parametri importanti, certo, ma da soli raccontano una storia incompleta e spesso ingannevole.
Una polizza non è un listino prezzi, è un contratto, e nei contratti la differenza tra “coperto” e “scoperto” vive nelle condizioni, nelle definizioni, nelle esclusioni, nei limiti e nelle clausole operative ma non la troverai mai nel premio.

Il problema è che molti clienti leggono l’assicurazione come se fosse un biglietto del treno: stesso percorso cambia solo la tariffa.
In realtà è più simile a una mappa. Se non sai interpretare i simboli puoi finire dritto in un burrone convinto di essere in autostrada.

Prezzo, franchigia e scoperto non dicono come funziona davvero il rimborso
Due polizze possono avere lo stesso premio e la stessa franchigia ma comportarsi in modo opposto al momento del sinistro. 
Perché? Perché cambia la definizione di evento, cambia cosa viene considerato “danno” e cambia come si calcola l’indennizzo.
Cambiano i sotto-limiti, cambiano le prove richieste e cambia perfino la sequenza corretta di azioni dopo l’evento (e sbagliarla può far saltare il diritto al risarcimento).
La domanda giusta non è “quanto pago?” ma “in quali scenari mi pagano davvero e quanto spesso quegli scenari accadono?”.
Qui entra il pezzo che quasi nessuno considera: la frequenza.
Non tutti i sinistri hanno la stessa probabilità. Alcuni sono rari ma devastanti mentre altri comuni e fastidiosi.
Scegliere una copertura senza sapere quali eventi sono più probabili per il tuo settore, il tuo territorio, il tuo profilo di rischio è come scegliere le gomme dell’auto guardando solo il prezzo; poi arriva la pioggia e scopri cosa hai comprato.

Tre case history che si ripetono più di quanto si pensi
Un’azienda sceglie la RC perché “costa meno” e ha una franchigia più bassa.
Succede un danno a terzi durante un’attività svolta da un subappaltatore. 
La clausola sul “fatto di terzi” e la gestione dei subappalti è scritta in modo restrittivo: copertura parziale, contenzioso, tempi lunghi.
Risultato: risparmio annuo piccolo, esposizione potenziale enorme.

Un privato punta tutto sul furto/incendio auto e guarda solo scoperto e premio.
Subisce un furto parziale (componenti) e scopre dopo che ci sono sotto-limiti specifici per accessori e parti elettroniche e che la modalità di quantificazione del danno penalizza la sostituzione con pezzi originali.
Risultato: indennizzo inferiore alle aspettative e auto ferma più del previsto.

Una piccola attività sottoscrive una polizza danni “all-risks” perché “tanto copre tutto”.
Arriva un evento da acqua (infiltrazioni o rottura) ma la polizza distingue tra “rottura accidentale”, “infiltrazione”, “rigurgito”, “umidità” e “mancata manutenzione”. La causa reale finisce nel limbo delle esclusioni.
Risultato: sinistro respinto o liquidato in misura simbolica e scopri che “all-risks” era più slogan che sostanza.

Perché affidarsi a chi le condizioni le mastica davvero.
Il nostro lavoro non è vendere una polizza ma prevenire sorprese che possano incidere nel nostro rapporto con il cliente prima di ogni cosa.
Questo significa leggere condizioni e allegati come si legge un contratto importante: parola per parola.
Significa sapere quali clausole siano davvero “sensibili” per un certo rischio.
Significa avere memoria di casi simili e sapere cosa, nella pratica, crea attrito in liquidazione.
E soprattutto significa ragionare in probabilità: 
quali sinistri sono più frequenti per te? 
quali sono rari ma letali? 
dove conviene sopportare una franchigia e dove invece serve protezione piena?
Quando ci affidi la scelta non compri un preventivo migliore, compri un esito migliore nel giorno in cui serve e quello, ironicamente, è l’unico giorno che conta davvero.

Massimo Ciprandi

Massimo Ciprandi

CEO Aegis Intermedia
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